IL SIGNIFICATO DI TRE DEI "SIMBOLI" REIKI
DA UNA PROSPETTIVA BUDDHISTA GIAPPONESE

Copyright © 2002   James Deacon  
www.aetw.org/Reiki_symbols_st.htm
tradotto e pubblicato con l'autorizzazione dell'Autore

Il "simbolo della distanza": mantra HSZSN (o: Nen Shingon*, come viene a volte chiamato) è essenzialmente un richiamo alla "Consapevolezza" - ci ricorda il settimo passo nell’ottuplice Nobile Sentiero del Buddhismo.
Anche se sono state suggerite, negli anni, diverse traduzioni di HSZSN , comprese parecchie molto fuorvianti. Una delle traduzioni più chiare è : "Il retto pensiero (Consapevolezza) è l’essenza dell’essere".

* NOTA: ' Nen Shingon ' si traduce Mantra della Consapevolezza
Il termine: ' Shingon ' si traduce'Vera Parola' - in questo contesto si riferisce alla parola  'mantra' e non alla setta buddhista Shingon-
Il termine ' Nen ' si riferisce a ' Consapevolezza' (' Sho-nen ' si riferisce a  retto Pensiero  ).

Il "simbolo "mentale-emozionale": SHK ("Compostezza Spirituale") è quasi certamente una forma stilizzata del carattere siddham kiriku (pronunciato: k'rik).
Kiriku é il "segno sacro" di Amida Butsu (o Amida Nyorai come viene chiamato nelle tradizioni  Buddhiste Mikkyo), e viene riguardato come se esso stesso possedesse la grazia divina di Amida*.
'Mariko Obaasan  - una monaca buddhista  che dice di aver conosciuto Usui Sensei - afferma che era un devoto di Amida e che faceva ogni giorno un’offerta ad Amida.


*Amida - Buddha della Luce e Vita Infinita - è venerato in varie scuole di Buddhismo Giapponese, compreso il Tendai. Egli è la  principale divinità del Buddhismo Jodo (Terra Pura) ed anche del Buddhismo Jodo Shin (Vera Terra Pura) che ritiene che la Pace Spirituale della Mente e la salvezza si devono raggiungere affidandosi al Suo potere.
[Il Memoriale e la tomba di famiglia di Usui Sensei si trovano nel cimitero di un tempio Jodo Shin]

Kiriku viene percepito essenzialmente come la rappresentazione, a carattere singolo, del nembutsu - il sacro mantra di Amida: "Namu Amida Butsu" - e, come tale, richiama  il merito associato con il fukushu  (o recita/ripetizione di quel mantra) "che porta la Pace Spirituale della Mente (Compostezza Spirituale)" nella  persona che recita il mantra stesso o in  qualunque altro essere a cui colui che recita sceglie di "trasferire" tale merito.
[NOTA: Nel Buddhismo Shingon, il mantra: "On Amirita Teizei Kara Un" è preferito a nembutsu.]

Il "simbolo del master": DKM - la "Grande Luce Splendente" o "Grande Komyo".
Il termine Komyo è un qualcosa di grande significato nel buddhismo Giapponese.
In senso Buddhista Komyo significa "Natura Illuminata" o "Luce Radiante della Saggezza" , "Radiosità di una Divinità" (Buddha, Bodhisattva, 'Vidyaraja', ecc), l’espressione evidente della Luce della Saggezza, il mezzo tramite cui l’illuminazione "albeggia su di noi"

[Komyo appare molte volte nel pensiero buddhista, per esempio, abbiamo:
Gobukonkomyokyo - il Sutra della Luce Dorata

Komyohensho
- altro nome di Dainichi Nyorai (Buddha centrale della setta Shingon)
Komyoshingon - il  Mantra della Luce
Komyoshinden - il 'Palazzo della Mente Luminosa
ecc. ecc.]

La frase completa "daikomyo" appare come parte del sacro mantra a nove sillabe, che ha la sua origine  prima dell’ottavo secolo: "Shiken Haramitsu Daikomyo" - che si traduce concettualmente (ovvero non letteralmente)  come: "La Saggezza dei Quattro Cuori* ci guida all’Illuminazione"

*
Il Cuore Misericordioso esprime amore per tutte le cose,
    il Cuore Sincero segue ...ciò che è giusto,
    il Cuore Armonizzato segue l’ordine  naturale delle cose ed
   
il Cuore Dedicato si mantiene fedele alla meta scelta.

Ciò accade anche nel nome: "Daikomyo-o" - "Gran Re Splendente".
Daikomyo-o è uno dei daison myo-o (grandi e venerabili re dal sapere magico), divinità compassionevoli eppure colleriche, che proteggono gli umani dalle influenze maligne e che possiedono la sapienza e la forza contenute nei mantras.

Per un certo aspetto, così come il carattere siddham kiriku viene considerato come avente, di per sé, la grazia divina del Buddha che esso rappresenta, così - anche in senso esoterico - la frase formata dai tre kanji: "Dai ko myo" può essere vista come la rappresentazione diretta dell’esperienza mistica di Komyo [Luce Splendente o Natura Illuminata, la Radiosità di una precisa Divinità] e, come tale, può essere impiegata, da colui che ha raggiunto "l’illuminazione", come un mezzo per passare ad altri (ad un grado inferiore) gli effetti di quella esperienza.