TAKATA REIKI
(o: Cosa insegnava in realtà Takata-Sensei)
Copyright ©
2005
James Deacon
(www.aetw.org/Reiki.html))
tradotto e pubblicato con l'autorizzazione
dell'Autore
Negli ultimi
tempi, sembra esserci una tendenza, che sta crescendo, in alcune sezioni della
comunità Reiki (o meglio, almeno tra settori della comunità Reiki online):
sembra che, tra molti che si considerano praticanti del "corretto" Reiki
Giapponese, vi sia un bisogno di esprimere un atteggiamento non proprio "Reikiano"- che va dal semplicemente indifferente al fortemente sprezzante -
nei confronti di
Takata-sensei e dei suoi insegnamenti.
Alcune di queste persone si sono quasi
fissate sugli "errori" nella "Storia di Reiki" di Takata-sensei, su come
alcuni dettagli del suo racconto siano "non veri", cioè in contrasto con le
versioni correntemente "accettate" del racconto [sebbene queste persone
trascurino completamente il fatto che, ancora, non vi è nemmeno un
riscontro documentale di alcuno dei presunti "fatti", presentati come la
"nuova", "vera", storia di Reiki!].
Comunque, il punto importante, che è stato completamente trascurato da questi e
da moltissimi altri praticanti Reiki, è che la "Storia di Reiki" di
Takata-sensei non aveva l’intenzione di essere una "storia" concreta, basata
sui fatti - fu piuttosto, in primo luogo, una "storia educativa", parte
del processo teso a creare una "connessione emozionale" con nuovi o potenziali
studenti - e che essa doveva essere intesa come una parabola per catturare ed
istruire il Cuore.
Così, come accade con tutte le buone Storie educative, ciò che era importante
nella condivisione della "Storia di Reiki" era il significato interiore, la
morale, le verità essenziali riguardanti la natura umana, che essa cercava di
comunicare.
In quasi tutte le culture, è caratteristica comune delle Storie educative che
i dettagli sui fatti siano modificati liberamente - specialmente se si sente
che tali modifiche possono aiutare a migliorare la "connessione emozionale"
degli ascoltatori con il significato profondo della storia...
Un’altra grande fissazione sembra essere quella delle numerose tecniche
"originali" che, ora, noi "sappiamo" essere parte del "corretto" Reiki
Giapponese ma che, per qualche ragione, Takata-sensei avrebbe trascurato di
insegnare. Ma il fatto è che Takata-sensei ha insegnato
molte delle così dette "tecniche Reiki originali", il punto è che,
parlando di esse, non usava
terminologie Giapponesi. Dobbiamo anche ricordarci che vi è
molta confusione riguardo quali tecniche vadano considerate tecniche della
Usui Reiki Ryoho Gakkai e quali, invece, vengono dal moderno sistema
Gendai-ho Reiki di
Hiroshi Doi. E ancora, di quelle che si dice
essere tecniche Gakkai, quali siano quelle Reiki "originali".
Per esempio:
Doi ci dice che la pratica "Reiki Undo" è stata introdotta nella
Gakkai dall’ex presidente Koyama-san.
[In effetti essa è, in
realtà, derivata dal "Katsugen Undo", una pratica
appartenente all’arte di guarigione di Noguchi Setai]
Probabilmente, la principale ragione del fraintendimento, a proposito di
cosa fosse parte di quello che io chiamerò 'Takata Reiki" e di cosa non lo fosse,
deriva dal fatto che, poco dopo la morte di Takata-sensei, alcuni dei 22
masters che ella aveva creato cominciarono ad apportare modifiche (alcune
sottili, alcune no) al modo in cui essi insegnavano Reiki ed
anche al contenuto di quello che insegnavano. Molti dei
loro studenti, a loro volta, apportarono ulteriori modifiche in ciò
che trasmettevano ai propri studenti, e così
via, fino al punto che, probabilmente, vi sono relativamente pochi, tra le
nuove "generazioni" di master Reiki (siano essi praticanti di Reiki
"Occidentale" o "Giapponese"), che sanno di preciso cosa Takata insegnava
realmente.
In un certo senso la stessa Takata potrebbe avere delle difficoltà a
riconoscere i propri insegnamenti tra quelli che, oggi, passano per
l'Usui Shiki Ryoho!
Quelli che seguono sono esempi delle versioni, insegnate da Takata-sensei, di
alcune delle tecniche "originali" :
Byosen Reikan-ho: In uno dei suoi diari,Takata-sensei scrive:
"Andando lungo il corpo in modo dettagliato, le mani diventano sensibili e
sono in grado di stabilire la causa e di rilevare la minima congestione
interna, sia fisica o mentale, acuta o cronica". E ancora: "Durante il
trattamento, credi alle tue mani, ascolta le loro vibrazioni e reazioni. Se vi
è dolore, esse registrano dolore sulla punta delle dita e nel palmo. Se il
paziente ha prurito, reagiscono nello stesso modo; se (il dolore è)profondo e cronico,
in esse
pulsa un dolore profondo; se è il dolore acuto, la sensazione è un formicolio superficiale.
"
Enkaku Chiryo: Metodi di "Trattamento a distanza". Takata-sensei si riferiva a ciò come a "Guarigione in assenza"
Ketsueki Kokan-ho: Un ulteriore brano del diario: "Io finisco il
trattamento con una spazzolatura lungo i nervi, che regola la circolazione......;
metto il pollice e l’indice sul lato sinistro della colonna vertebrale e le
altre tre dita ed il palmo piatto sul lato destro della colonna vertebrale.
Con un movimento verso il basso, spazzolo dalle 10 alle 15 volte fino alla
fine della spina dorsale." [A volte lei si riferiva a ciò come "Conclusione
Reiki"]
Koki-ho: Agli studenti di secondo livello veniva insegnato come
guarire con il respiro.
Kokyu ho: Agli studenti Master venivano insegnate tecniche di
potenziamento del respiro. In un brano del diario del 1935, Takata-sensei cita questa tecnica usando,
in realtà, una "Romanizzazione" del suo nome
Giapponese: kokiyu-ho
Reiji-ho: "Siediti in posizione comoda, chiudi gli occhi,
concentrati sul tuo pensiero e rilassati. Congiungi le mani ed aspetta il
segnale.........., ascolta le tue mani e permetti loro di guidarti." Nel
suddetto brano del diario del 1935, Takata-sensei cita anche questa
tecnica usando una "Romanizzazione" del suo nome Giapponese: Leiji-ho.
Reiki Mawashi: Il "Cerchio Reiki"
Renzoku Reiki: Takata-sensei si riferiva a questa come alla "Maratona
Reiki", [anche se forse, sarebbe stato più appropriato la "Staffetta
Reiki"]
Seiheki Chiryo-ho: Takata-sensei si riferiva a questa
(tecnica) come mezzo
per cambiare cattive abitudini e concetti, e per rimuovere dipendenze
Shuchu Reiki
(Shudan Reiki): il "Trattamento di gruppo"
Come per questa faccenda, dell’uso da parte di Takata-sensei di tecniche
Reiki "originali", vi sono anche altri elementi del 'Takata Reiki' sui quali
le persone, generalmente, sono disinformate.
Per esempio, ha suscitato grande
eccitazione la recente "scoperta", in Giappone, del "manuale dei
trattamenti"di Hayashi-sensei -
Hayashi Ryoho Shishin
-
nel quale egli elenca specifiche posizioni delle mani per trattare certi
malesseri. Ma Takata-sensei entrò in possesso del Ryoho Shishin
di Hayashi, all’incirca tra il 1938 ed il 1941 - il libretto le era stato dato
da Hayashi stesso.
Sappiamo anche che Ella ha dato il manuale (scritto in
Giapponese) ad almeno alcuni dei suoi studenti a livello master, sebbene non
si sappia quanti esattamente l’abbiano ricevuto*.
Quasi tutti quelli che lo hanno ricevuto, sembra, lo hanno trattato come una
curiosità, lo hanno "messo su uno scaffale" - forse se ne sono dimenticati.
Perchè? Non erano interessati alle conoscenza di Hayashi-sensei? Era una qualche questione di
ego? Non possiamo dirlo.
E’ possibile che Takata-sensei abbia dato loro il libretto - almeno in parte -
come un test:
Avrebbero loro apprezzato il suo significato? (Esso era un legame tangibile
che riconduceva all’insegnante della loro insegnante.)
Avrebbero avuto 'kansha'- essere grati- per questo dono speciale?
Avrebbero fatto, qualcuno di loro, lo sforzo di tradurlo? Lo avrebbero usato
davvero e, con il tempo, Lo avrebbero passato ai propri studenti?
Oppure volevano tutto "servito su un piatto d’argento", volevano che fosse
Takata-sensei a fare tutto questo per loro?
[*Hayashi Ryoho Shishin fu anche incluso, successivamente, in
"Leiki:
in memoria di Takata-sensei", una raccolta fatta da
Alice Takata-Furumoto (la figlia di Takata-sensei) e resa disponibile a
tutti i '22' di Takata-sensei' ]
Vi è poi la
questione dei Chakras*(vedi Nota). Takata-sensei NON ha insegnato il sistema
dei chakras! Sebbene moltissimi credano che lo abbia fatto. Invece,
Takata-sensei insegnava il concetto Giapponese del
sistema hara
e del punto tanden inferiore (seika) (anche se non
con questo nome): "Per concentrarsi e per meditare, la persona deve purificare
i propri pensieri per lasciare che 'energia' autentica venga fuori
dall’interno.
Questo
punto si trova sotto lo stomaco, a circa 5 centimetri sotto l’ombelico."
Comunque, a differenza di molti che affermano di insegnare pratiche Giapponesi
"originali", Takata-sensei non insegnava il sistema dei tre Tanden
(pancia, cuore e testa) che è, in realtà, un concetto Cinese, non
Giapponese.
Viene anche comunemente affermato che Takata-sensei abbia rimosso
l’elemento spirituale dal sistema Reiki ma, al contrario, ella ha
enfatizzato l' importanza Primaria dell’elemento spirituale - questo era
una degli aspetti morali fondamentali della sua versione della "Storia di Reiki". Nel "Takata Reiki", i Cinque Principi erano la chiave e, fra i cinque,
Takata-sensei sembra desse la più grande importanza a kansha:
gratitudine:
"Il paziente che sta per ricevere questo trattamento deve purificare i propri
pensieri, sentirsi a proprio agio, e desiderare di star bene. Non ci si deve
dimenticare di sentirsi grati. La gratitudine è una grande cura per la
mente..."
Nel bel mezzo
della "febbre" che circondava la "riscoperta del Reiki Giapponese", a
quanto sembra, sono sorte molte altre incomprensioni, a proposito di ciò che
Takata-sensei diceva, faceva ed insegnava:
E’ da fonti Giapponesi che abbiamo appreso della moglie di Hayashi-sensei,
Chie - che era anche Reiki master - e di come lei abbia preso la direzione
della clinica di suo marito, dopo il suo suicidio rituale, o no?
No, in realtà - è stato appreso da Takata-sensei. Ella cita questo in uno dei
suoi discorsi registrati.
Bene, sappiamo che è da fonti Giapponesi che abbiamo appreso che il livello
'Master' era propriamente chiamato 'shinpiden'?
No, è stato appreso da Takata-sensei. Lei è la prima a menzionare ciò, in un
brano del suo diario, nel 1935.
Ah - ma almeno possiamo dire che, solo dopo che praticanti Reiki occidentali
visitarono il Giappone, abbiamo scoperto che non tutti i Master Reiki
Giapponesi sono morti durante la Seconda Guerra Mondiale?
No, ancora Takata-sensei. In uno dei suoi discorsi registrati, Takata Sensei
afferma che, circa 14 anni dopo la morte di Hayashi Sensei, ritornò in Giappone
per una visita e si incontrò con il Reiki master Chie Hayashi.
Fonti Giapponesi ci assicurano che Usui-sensei NON scoprì o simboli
Reiki in bolle di luce l’ultimo giorno della sua meditazione sul Monte Kurama
- come aveva affermato Takata?
In un altro ancora dei suoi discorsi registrati, Takata-sensei racconta la
"Storia di Reiki". In essa afferma che l’ultimo giorno del suo digiuno
meditativo, Usui-sensei ebbe una visione di milioni di bolle multicolori;
poi egli vide una grande luce bianca; e poi vide apparirgli
davanti: "quello che aveva studiato in Sanscrito", in lettere Sanscrite
luminose e dorate. [Cioè: Usui-sensei ebbe una visione di un brano di
testo che aveva letto in un sutra Sanscrito.] Questo è ciò che ci dice
Takata-sensei : che lui vide il testo Sanscrito, non i quattro
simboli Reiki - fossero in bolle o altro...
*NOTA: Prima di tutto, l’intero
concetto di chakras è, in realtà, estraneo alle pratiche di guarigione
Giapponesi (Takata-sensei, a quanto sembra, probabilmente ha introdotto il sistema dei chakra, nel Reiki, negli anni 60, come quadro di riferimento per gli
Occidentali orientati verso la New-Age)
In secondo luogo, per quello che si sa, la forma occidentale della procedura
di armonizzazione fu, forse, sviluppata da Hayashi. Nell’originale procedura
Reiju, usata da Usui Sensei, i simboli non venivano usati.
Traduzione:
Beppe
Tornar e Marina Anna
Fellner
*NOTA :
I 22 Masters di
Takata-sensei
George Araki,
Dorothy Baba,
Ursula Baylow,
Rick Bockner,
Patricia Bowling,
Barbara Brown,
Fran Brown,
Phyllis Furumoto,
Beth Gray,
John Gray,
Iris Ishikuro,
Harry Kuboi,
Ethel Lombardi,
Barbara McCullough,
Mary McFayden,
Paul Mitchell,
Bethel Phaigh,
Shinobu Saito,
Virginia Samdahl,
Wanja Twan,
Barbara
Weber Ray,
Kay Yamashita.
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