SUL KURAMA....

liberamente tratto dall'articolo    
"At Kurama"
di Darragh MacMahon
 

Nel Cimitero del Tempio Saiho-ji di Tokyo, una grande lapide riporta come, agli inizi degli anni 20, un uomo chiamato Mikao Usui abbia intrapreso un periodo di 21 giorni di shugyo (Disciplina Fisica e Spirituale) su una montagna sacra, conosciuta come Kurama Yama, a nord di Kyoto. Il risultato della esperienza mistica sulla montagna, come spiega la lapide, fu che Mikao Usui venne pervaso dal dono di portare guarigione e successivamente proseguì sviluppando un reiho - un "Metodo Spirituale" - tramite il quale passare questo dono ad altri. Con il  passare del tempo, questo metodo fu conosciuto come 'Reiki' e si diffuse  in tutto il mondo. Col passare degli anni, 'Reiki' è stato vissuto in modi diversi: da alcuni è considerato solo un’arte terapeutica, da altri solo un metodo per la crescita spirituale. Da molti, infine, Reiki è  visto come un metodo che riguarda i due aspetti, complementari fra loro, della "tecnica di guarigione fisica" e della "Disciplina Spirituale".  Qualunque sia la visione  di ognuno, per coloro che  sono stati toccati dal reiho di Mikao Usui, Reiki è un viaggio e, per molti di noi, questo viaggio porta al luogo dove, a quanto si  dice, tutto è cominciato: il Kurama Yama…

Le  origini del Tempio Kurama  risalgono all’anno 770 quando, secondo la leggenda, un monaco di nome Gantei  fece un sogno nel quale veniva portato verso un luogo sacro, da un cavallo bianco. Egli seguì le indicazioni del sogno ed il suo cavallo lo portò ai piedi della montagna. Salendo sulla montagna, fu attaccato da una demone ma fu salvato da una divinità Buddhista, Bishamonten
Per gratitudine, Gantei costruì un piccolo tempio di paglia, dedicato a Bishamonten, nel luogo in cui era stato  salvato. 26 anni dopo, Isendo Fujiwara, incaricato di costruire il tempio Toji, fu guidato verso la montagna, in sella ad un cavallo, per costruire un tempio dedicato a Senju Kanzeon Bosatsu (il Kanzeon Bodhisattva dalle mille braccia). Egli  scoprì il piccolo tempio Bishamonten di Gantei. In sogno, gli fu rivelato che vi era un collegamento fondamentale tra Bishamonten  ed il Bodhisattva Senju Kanzeon. In seguito a questo, egli ampliò il tempio di Gantei, per venerare congiuntamente Senju Kanzeon e Bishamonten.  
Si dice che il tempio era conosciuto come Kurama-dera (Il Tempio della sella di cavallo) poiché  sia Gantei che Fujiwara vi furono guidati in sella ad un cavallo. Pare che la montagna abbia preso il suo nome dal Tempio.
Da allora, nel corso della propria storia, a Kurama è stato anche associato il culto mistico di Shugendo. I seguaci di Shugendo, ascetici preti-guerrieri, noti come shugenja o yamabushi (yamafushi), intraprendevano un intenso addestramento spirituale e fisico sulle montagne: digiuno, meditazione e partecipazione a rituali esoterici, con l’intento di sviluppare gen (o anche rei-gen) cioè poteri magici, ed erano rinomati stregoni, guaritori, esorcisti e sciamani, che comunicavano con (e che traevano il potere da) gli Spiriti e le Divinità delle montagne, a beneficio della comunità.
Gli yamabushi erano anche maestri di arti marziali  e, nel Medio Evo, la gente veniva da tutte le parti  per addestrarsi nelle "Otto Scuole" di arti marziali insegnate dagli yamabushi di Kurama.
Successivamente, durante l’Era Tokugawa (1600-1868), il Tempio Kurama divenne la sede centrale amministrativo di un ordine (o forse, più correttamente, una corporazione) di operatori-praticanti religiosi: i gannin o gannin bõzu, per molti aspetti simili agli yamabushi ma, per altri, piuttosto differenti. I gannin, che potevano sposarsi, praticavano rituali, esorcismi, divinazione ed incantesimi. Essi spesso portavano in processione, nelle città, piccoli santuari portatili dedicati a Enma-o  o ad Awashina Daimyo-jin (divinità rispettivamente Buddhiste e Shinto). I gannin erano noti per creare e distribuire amuleti e talismani, per  sottoporsi - in pieno  inverno - ad abluzioni con acqua fredda e per intraprendere anche pellegrinaggi per delega, a pagamento, per conto di clienti. Sovente, vestiti solo con un panno intorno ai fianchi, i gannin tenevano, in pubblico, recite ed intrattenimenti semi-religiosi che comprendevano danze con l’accompagnamento di melodie popolari.

F
ino ai tardi anni 40, il Tempio Kurama appartenne alla setta Tendai, una delle due grandi branche del Buddhismo Giapponese Mikkyo, fu sempre un importante (e ricco) tempio Buddhista e, fino alla fine dell’era Tokugawa, il complesso del Tempio Kurama era composto di circa diciannove sotto-templi. Uno dei motivi della sua importanza derivava dal fatto che era situato vicino alla capitale, Kyoto, e perciò beneficiava del patrocinio della corte e dell’Imperatore.
Invece, con l'avvento dell’Era Meiji (nel 1868) il prestigio e le fortune del Tempio Kurama diminuirono. Uno dei motivi fu che  nel 1869  il Dajokan (Gran Consiglio) - ente amministrativo del Governo Meiji - trasferì la capitale da Kyoto a Tokyo, al di fuori della diretta sfera di influenza del Kurama. Ancora più rilevante fu il fatto che il governo Meiji, che aveva avviato una trasformazione radicale del Giappone, per varie ragioni considerava il Buddhismo come un freno ai propri piani di modernizzazione. Il risultato fu che, nei primi anni dell’era Meiji, i vari privilegi e favori che  nel corso degli anni erano stati elargiti al Clero Buddhista, furono sistematicamente revocati. In tutto il Giappone, beni e terre appartenenti a vari templi furono confiscati dal governo. In molti casi i templi furono completamente smantellati e distrutti. Eppure, il Tempio Kurama riuscì a "sopravvivere alla tempesta".
Nel 1949 Kurama-dera è diventata la sede di una setta Buddista dei tempi moderni, chiamata Kurama Kokyo.
Anche se il Kurama-dera è sempre stato classificato come Tempio Buddista, fondato per venerare le divinità Buddhiste Bishamonten e Senju-Kanzeon, il complesso del tempio sul Kurama comprendeva anche numerosi santuari Shinto, cosa non rara in Giappone. Probabilmente, il più importante santuario Shinto del Kurama  è il Yuki-jinja. Fondato nel 940, questo grande santuario è composto di diverse strutture ed ospita un’opera artistica sacra, in forma di faretra, nota come 'Yugi'. Il santuario è un chinju-sha, cioè un santuario del kami (ossia, divinità tutelare Shinto) di un luogo, in questo caso del Kurama-dera stesso.
Così abbiamo una divinità Shinto, venerata come guardiano-protettore di un Tempio Buddhista.
In Occidente, noi tendiamo a pensare comunemente a Shinto ed a Buddhismo come due distinte religioni, ma sembra che la realtà sia che le linee che le dividono, dove esistono, sono quanto meno molto confuse.
Ulteriori esempi di questa fusione si trovano ovunque, con un esempio rilevante nella setta Kurama Kokyo (fondata dopo la Seconda Guerra mondiale), e che  attualmente controlla il tempio Kurama.
Essenzialmente  la setta Buddhista - o "Religione derivata dal Buddhismo"- Kurama Kokyo venera una divinità trina, nota come Sonten, che comprende le divinità Buddhiste  Bishamonten e Senju-Kanzeon ed un kami Shinto conosciuto come Mao-son.

Il sotterraneo del tempio, un luogo scarsamente illuminato da tante piccole lanterne appese al soffitto, pervaso dall'odore dell'incenso, è un labirinto di alti scaffali ricoperti da migliaia di piccole ciotole e vasetti di ceramica, di varie forme e variamente decorate. Questi vasi contengono trecce di capelli "energizzati", poiché  si crede che l’energia, la Forza Vitale, che emana dal Kurama yama, entri nel corpo dai piedi e viaggi verso l’alto e vada, alla fine, a fissarsi nei capelli. Il sotterraneo, quindi, sembrerebbe essere una sorta di "accumulatore di energia psichica"
                                                                
Sul Monte Kurama non vi è alcuna prova tangibile del tempo che Usui-sensei vi avrebbe trascorso:  niente iscrizioni o placche, nessun riferimento nei nomi di luoghi, nessun collegamento scritto con particolari santuari o sotto-templi. Nulla di nulla.
Usui-sensei è stato uno fra  centinaia di migliaia, forse milioni, di persone: pellegrini e mistici, escursionisti e poeti, cortigiani, guerrieri ed imperatori che, in diversi periodi, sono venuti sul Mt. Kurama a cercare l’ispirazione o l’intervento divino. Nei libri di storia o nelle tradizioni orali della zona é stata registrata solo la visita di pochi di questi visitatori, in quanto personaggi famosi o importanti, per esempio, quella del grande Eroe Guerriero Yoshitune.
E' opportuno tener anche presente che Usui-sensei è, in un certo qual modo, una figura quasi mitologica. A parte la lapide funeraria e la tomba nel Tempio Saiho-ji di Tokyo, abbiamo piccolissime tracce della sua esistenza: due, o forse tre, fotografie di un uomo, un riferimento a lui in un articolo di giornale del 1928, un riferimento alla sua famiglia, su un 'tori gate' ( Ndt. arco di ingresso dei santuari Shinto) di un santuario nel suo villaggio natale, una "Guida per i trattamenti" che, si dice, sia stata sviluppata da lui, e la trascrizione di una intervista che, si dice, sia stata rilasciata da lui. Le due ultime "prove" sono state presentate in un libretto pubblicato solo negli anni 70). 
A parte ciò, finora nessuno ha scoperto alcun riferimento specifico a lui in documenti pubblici, giornali o altri documenti verificabili. Non sarebbe poi così imperdonabile se qualcuno pensasse che Usui-sensei non sia mai esistito....
se non fosse per Reiki

                                                                                                                       

Tradotto da : Beppe Tornar e Marina Anna Fellner