LA STORIA DI REIKI
"A meno che voi la conosciate diversamente…"
di James Deacon ©
(www.aetw.org/Reiki.html)
tradotto e pubblicato con l'autorizzazione dell'Autore

Takata-Sensei, come parte del processo teso a creare un collegamento "emotivo" con nuovi o potenziali studenti, usava raccontare la Storia del Reiki. Questa storia era uno degli elementi basilari del corso per il 1° Livello Reiki  .
Si trattava, essenzialmente, del racconto di cosa avesse motivato Usui-Sensei a ricercare un efficiente metodo di guarigione, della sua esperienza iniziale del fenomeno Reiki,
sul Monte Kurama, e della risposta, che questo dono di guarigione aveva trovato, da parte di  coloro con cui egli aveva scelto di condividerlo liberamente.
In aggiunta vi era il racconto di come, Takata-Sensei stessa, fosse stata coinvolta nel Reiki e delle sue esperienze nel condividere il dono con altri.
Si è visto, in seguito, come diversi dettagli fondamentali della storia - raccontati da Takata-Sensei e riguardanti Usui-Sensei - fossero in contrasto con la versione della storia come era conosciuta dai praticanti Reiki di lignaggio Giapponese. Quando si scoprì che diversi dettagli, peculiari della storia di Reiki secondo la versione di Takata-Sensei, non potevano essere comprovati, anzi, in alcuni casi si poteva dimostrare che erano inesatti, molti praticanti Reiki Occidentali si scoraggiarono mentre altri, forse, si sentirono vagamente traditi.  Naturalmente vi furono anche molti che - avendo precedentemente raccontato la storia del Reiki  con atteggiamento reverenziale - non se la sentirono di dissociarsi all'improvviso dalla imprecisa rappresentazione dei fatti fin lì insegnata.
In quasi tutte le culture è stata, ed è, caratteristica comune delle "Buone Novelle" che i dettagli dei fatti siano leggermente modificati - specialmente se si sente che tali modifiche possono aiutare a migliorare la connessione emozionale dell’ascoltatore con il significato profondo del racconto.

Ciò
che non è stato assolutamente compreso, dalla grandissima maggioranza dei praticanti, è che la storia del Reiki non è da intendersi come una Storia concreta e relativa ai fatti,  era piuttosto una importante "storia esemplare" - una parabola - per arrivare ed insegnare al Cuore. Come nel caso di tutte le Buone Novelle, quello che era (e resta) importante, nel condividere la storia di Reiki, è il significato  profondo, la morale, le verità essenziali riguardanti la natura umana che si cercano di tramandare.
Forse è per questa "incomprensione di fondo" che la storia di Reiki  viene rivisitata ad ogni battito di ciglia …..
Nuove fonti, che si aggiungono a quanto ci viene detto essere la vera storia, vengono regolarmente riscoperte da ricercatori - ma  ciò non implica che dobbiamo necessariamente credere che qualsiasi cosa ci venga detta sia un fatto certo in assoluto. Penso che un invito alla cautela non sia inappropriato.
La Storia, in senso lato, è una disciplina quanto meno soggettiva e comunque, pur non intenzionalmente, contiene sempre qualche livello di pre-giudizio. La Storia più affidabile ci è giunta, normalmente, attingendo a varie fonti - con una attenzione particolare a quelle che, per usare una frase fatta: "non tirano l’acqua al proprio mulino", ossia non hanno un interesse personale ai risultati della ricerca. Si può dire ciò (anche) per la ricerca della verità su Reiki che viene portata avanti esclusivamente da "persone Reiki"? Mi piacerebbe pensarlo.
Comunque, con la natura umana che è quello che è, saremmo forse un po’ ingenui a scartare la possibile influenza di svariate motivazioni e di "ego-politica Reiki", nella visione "revisionista", in continua evoluzione, della vera storia di Reiki.
A volte, ad esempio, nei miei momenti più sospettosi (e, lo ammetto, "non-Reikiani"), mi meraviglio del crescente numero di studenti originari di Usui-Sensei che continuano a spuntare, all’interno della Comunità di Ricerca su Reiki, per convalidare le teorie di questa o quella fazione. Apertura mentale e fiducia sono una cosa, credulità un’altra…
Dovremmo anche, credo, essere consci del fenomeno che possiamo chiamare (in un modo molto Politically In-Correct )  "Sospiri Cinesi" (NdT = gioco del telefono senza fili) ma che, nel caso del Reiki, si dovrebbe forse chiamare "Sospiri Giapponesi"..

Vi è poi la questione centrale della ricerca obbiettiva in sé e per sé: ossia il fatto che la maggior parte dei ricercatori Reiki, a causa della mancanza di conoscenze basilari - vedi il più ampio contesto delle influenze Mistiche, Religiose, Terapeutiche e Culturali Giapponesi, eccetera - possono incorrere in clamorosi errori e fraintendimenti e, sebbene non intenzionalmente, divenire responsabili della evoluzione e diffusione di "Leggende Metropolitane" su Reiki.
Aggiungiamo a questo il problema generale dell’affidabilità delle fonti.
Un consumato ricercatore in varie discipline - per dirne uno, chi scrive - tanto tempo fa ha imparato  che se,  per esempio, un membro di una setta - supponiamo Jodo Shin o della setta Shingon - ti dice che Usui-Sensei è stato per tutta la vita un Buddhista Tendai, probabilmente ci credi ma se, invece, un membro della setta Tendai ti dice che Usui-Sensei è stato per tutta la vita un Tendai, senti il bisogno di trovare una seconda fonte, imparziale.
Con la continua ricerca sulla storia Reiki, emergono continuamente numerose contraddizioni (vi sono molte chiacchiere, sentito dire, informazioni fuorvianti e molti "scopi non confessati"....)
E’ stato fatto notare che Reiki consente molti stili e metodi di pratica (e di insegnamento) e che non occorre  mettere in discussione la metodologia di Usui-Sensei o le sue ragioni, per includere particolari pratiche nel suo sistema Reiki.
Concordo pienamente con questo e credo che sia importante far qui notare che  la questione non consiste nel  mettere in discussione la validità del sempre crescente numero di nuove, diverse e dissonanti  asserzioni su quale fosse, esattamente, la metodologia originale di Usui-Sensei. 
Per esempio, molti ora asseriscono che Usui-Sensei insegnasse la pratica Shinto dei Kotodama, come parte del sistema Reiki, ed un numero significativo di persone ha riferito dei benefici risultanti dall’inserimento dei Kotodama nella loro pratica Reiki  Anche se concordo che l’uso dei Kotodama possa avere effetti apprezzabili e, come altre tecniche spirituali di meditazione, può essere una valida pratica in termini di auto-sviluppo, di nuovo non si sta discutendo se i Kotodama "funzionino" o meno, di per sé, ma piuttosto se sia, o meno, una tecnica originale Reiki.

Nel suo viaggio verso la popolarità in Occidente, Reiki - come immaginato ed insegnato da Usui-Sensei - è passato attraverso molti cambiamenti e sviluppi
(che potete vedere come positivi, negativi o neutri). Dal tempo della Takata ha continuato a cambiare e, senza dubbio, continuerà a cambiare nel futuro, poiché persone creative continuano a fare modifiche al Sistema, per adattarlo a gusti, credenze, efficacia percepita, tendenze sociali e livelli di accettabilità personali.
Stiamo anche cominciando a scoprire che, nei tre quarti di secolo dalla morte di Usui-Sensei, allo stesso modo Reiki ha avuto alcuni profondi cambiamenti e sviluppi anche in Giappone

                                                                       Traduzione: Beppe Tornar e Marina Anna Fellner