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In queste pagine abbiamo raccolto informazioni e
notizie relative alla storia dei simboli Reiki e all'ambiente
socio-culturale da cui provengono.
Ma, parlando di simboli, andiamo per ordine...
Il Vocabolario della lingua Italiana alla voce
"simbolo" dà le seguenti informazioni:
"dal Greco σύμβoλoν
"contrassegno", connesso con
συμβάλλειν , composto di σύν "insieme" e βαλλειν
"mettere". Elemento materiale, oggetto, figura, animale, persona e simili,
considerato rappresentativo di un'entità astratta (Es: la bandiera è il
simbolo della Patria). Segno che rappresenta una religione o una
particolare forma della vita.(Es.: il simbolo della Croce)."
Fin qui il
Vocabolario... che, a mio sentire, già spiega in modo chiaro (se pur
sintetico) quale sia la valenza dei simboli.
Simboli
e
mantras vengono usati, in quasi
tutte le tradizioni spirituali, per la meditazione, lo sviluppo personale,
la guarigione e per rapportarsi all'Energia o al Divino.
I
simboli possono determinare
mutamenti soggettivi.
Ad
esempio: le affermazioni, l'uso consapevole di oggetti con
significato simbolico, (croce, cerchio, stella, ecc.), forme, colori e
suoni
creano particolari atmosfere e associazioni d'idee. Siamo in
grado di utilizzare come simbolo ogni disegno o immagine, le parole, ogni
cosa con cui abbiamo un'interazione emotiva. Con questi simboli gli
effetti conseguiti variano da persona a persona, ciascuno
interagisce con essi in maniera soggettiva, appunto.... e, fin qui, credo
che siamo tutti d'accordo!
Per quanto attiene ad alcune pratiche,
come lo sciamanesimo, il Qi Gong, il tantrismo, ecc, si afferma che l'uso
di simboli e di mantras
provochino
mutamenti oggettivi
(cambino, cioè, la Realtà oggettiva ).
Per impiegare questi
strumenti sarebbe, quindi, essenziale ricevere insegnamenti da chi già li
usa. Quando si trasmette la conoscenza da individuo ad individuo,
avviene una
iniziazione, come nel caso
dell'Armonizzazione alla pratica-tecnica
conosciuta in Occidente come "Reiki" .
Alcuni ritengono che il simbolo possa agire anche senza che si
sia ricevuta l'attivazione relativa ma il
suo "effetto" sarebbe incompleto e non sempre corrispondente al suo
effettivo significato.
Fino a pochi anni fa, in base alle
informazioni trasmesse dalle scuole Reiki legate alla
tradizione Occidentale, si è
ritenuto(ndt: senza dubitarne) che i simboli fossero l'essenza di Reiki, gli strumenti per
utilizzare e trasmettere questa tecnica di auto-guarigione.
Nel
Buddhismo Tantrico
(in
cui Reiki affonda alcune delle sue radici) si usano precisi rituali e si recitano
dei mantras d'iniziazione che
Mikao Usui conosceva ed impiegava. Si racconta che li avesse appresi da un amico, abate di un monastero zen di Kyoto, oppure dai monaci
del monastero del monte Kurama; avendo compreso che i simboli ed i mantras,
rinvenuti nei documenti in Sanscrito, non avevano effetti su di lui
poiché non era stato "iniziato" ad essi, nel corso della meditazione dei 21
giorni sul monte Kurama, si tramanda che entrò in connessione con le tradizioni spirituali di cui le opere scritte, i simboli ed i mantras
sono la manifestazione "materiale", cioè umana. Così raggiunse lo scopo di
diventare un "canale Reiki", e di poter iniziare ad esso altre persone
Secondo la tradizione
Occidentale, quindi, è possibile usare in modo appropriato i simboli ed i mantras
solo dopo l'iniziazione, altrimenti restano segni e parole qualsiasi, di
uso comune nella lingua Giapponese, e come tali,
da sempre conosciuti dai Buddhisti che non li
ritengono segreti né li nascondono.
Ai giorni nostri sono divulgati
anche in Occidente, in diversi libri sul Reiki e anche su
internet.
Hiroshi Doi, master Reiki
Giapponese ci ha informato che nell'associazione, che pare sia stata fondata da Mikao Usui, gli studenti imparano,
semplicemente, ad "usare" l'energia ed i simboli non sono più
utilizzati, ma vengono illustrati solo per il loro valore storico
Pare che i simboli fossero
stati introdotti
da Usui per aiutare alcuni studenti a stabilire
la connessione e ad inviare energia a distanza. Usui li
invitava a
concentrarsi su alcuni antichi mantras buddhisti, fornendo loro i simboli appropriati per facilitare tale connessione.
Con il medesimo intento continuano ad essere insegnati nella
maggior parte delle scuole Reiki .
Per molti anni ci è stato
insegnato che i simboli sono segreti e sacri, ma in realtà i simboli sono "ausili" o "strumenti", per
facilitare la focalizzazione, in alcune discipline energetiche. E'
esperienza piuttosto comune
che, spesso, il solo fatto di esprimere l'intenzione di
connettersi alla Sorgente dell'Energia produce la connessione.
In conclusione, (secondo questa corrente di pensiero) i simboli ed i mantras non sarebbero
l'essenza del "metodo Usui" che noi Occidentali abbiamo conosciuto col
nome di Reiki.
L'intento è fondamentale, non
i simboli.
Non sta a noi, in questa sede, esprimere valutazioni su quale sia la
"strada giusta". Coloro che sentono come fondamentale, per la
propria "pratica", il tracciare o visualizzare i simboli, o recitarne i mantras, è opportuno che rispettino questa loro percezione. Del pari, chi
sente come "sacrilego" mostrare in pubblico i simboli o preferisce
riferirsi ad essi come Primo, Secondo, eccetera... simbolo, è opportuno che
continui a regolarsi in questo modo - pur nella consapevolezza che ciò che
è sacro non è la forma grafica, od il suono ad essa correlato, bensì "le
manifestazioni dell'energia" che essi intendono richiamare oltre,
naturalmente, le persone che con questa energia si rapportano.
Può essere interessante, per chi lo desidera, un piccolo excursus sulle
origini storiche e sulla cultura, profondamente diversa da quella
Occidentale, da cui gli
Shirushi
(simboli) utilizzati da Usui provengono e
questo sarà l'argomento delle pagine che seguono.
Marina Anna
Fellner
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