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Solo per oggi:
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di
James Deacon
(e Jiro
Kozuki)
Copyright © 2005
James Deacon
(www.aetw.org/Reiki.html )
"Come te la cavi a spiegare ad un potenziale "cliente" cosa è Reiki, senza
spaventarlo con termini come "Energia Cosmica" o "Energia 'Spirituale",
"Canalizzare il ki", ecc?
Ogni volta che qualcuno fa una domanda di questo tipo, mi ricorda quello che
diceva Jiro Kozuki - un mio amico Master Reiki Giapponese -:
"Come mai i Reiki-ka (praticanti Reiki) sembra che si focalizzino sempre
sul ki - la 'energia' (Ndt: individuale)- quando cercano di spiegare Reiki ad altri per la prima
volta?"
[Personalmente, quello che disse dopo mi indusse a domandarmi se, forse, ci
focalizzavamo troppo sull’aspetto del ki, in generale.]
"Reiki è come guidare. - disse Jiro - Quando stai andando
in macchina da qualche parte, la tua focalizzazione, 'ora-e-qui', dovrebbe
sempre essere sulla guida: sulla tua capacità di guidare, sulla strada, su
cosa incontri lungo il percorso e sulla meta prevista, non sul carburante."
Nella analogia di Jiro: per "capacità di guidare" leggi "capacità Reiki", la
strada è il cliente, quello che incontri è il mal-essere / bisogni terapeutici
del cliente, la tua meta prevista è facilitare il rilassamento del cliente ed
il suo ritorno finale ad uno stato di 'equilibrio', il "carburante" è
l’energia Reiki (una volta armonizzato, sai di avere adeguato rifornimento di
benzina!.
Così, ora, quando cerco di spiegare per la prima volta Reiki ad altri, senza
spaventarli, tendo ad optare per un qualcosa del tipo:
Reiki è un insieme di "abilità ricevute" che permettono al terapista di
aiutare le persone a rilassarsi in un modo molto particolare, consentendo al
loro corpo (mente/spirito) di accedere a, ed attivare, i propri potenti,
innati, meccanismi di auto-guarigione. Oh, sì, ed un trattamento Reiki fa
anche sentire bene!
Inoltre, credo che sia molto importante comunicare il concetto che il
terapista sta, semplicemente, assistendo il cliente nel guarire se stesso.
Studi medici hanno mostrato che pazienti (leggi: clienti) che sentono di
prendere un ruolo attivo nella propria guarigione - e sentono di avere il
supporto di un praticante competente - hanno una velocità di recupero molto
maggiore di quelli che sentono che il loro ruolo è puramente passivo.
Sento che il modo migliore, per tentare di spiegare il ki - l’energia Reiki -
ad un cliente, è aspettare finché l’abbia sperimentata in prima persona.
Allora - e solo allora - potrei cominciare a parlare della "energia vitale che
è ovunque intorno a noi " o tentare, in qualche altro modo, di ritagliare una
spiegazione in armonia con la loro personale focalizzazione.

Tradotto da
Beppe Tornar e Marina Anna Fellner
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