REIJU
di
James Deacon ©
(www.aetw.org/Reiki.html)
pubblicato con l'autorizzazione dell'autore
Nella lingua
Giapponese, Reiju significa: "accettando/dando energia".
Si ritiene che questa pratica provenga dal
Buddhismo Tendai, nel quale
sembrano avere le loro radici sia
Hatsu Rei Ho che altre tecniche Rei-Ki
Giapponesi.
Alla luce delle ricerche storiche effettuate, pare accertato che Reiju
fosse il modo originale di Usui per:
1) Connettere lo studente alla sorgente Reiki, rinforzare questa
connessione e, in tal modo, consentire un flusso Reiki più
profondo ed intenso. E’ lo studente ad avere il ruolo più importante in questo
sviluppo. Reiju potenzia il canale Reiki, ma lo studente deve contribuire
praticando varie tecniche Reiki, cioè Hatsu Rei Ho
2) Aiutare il progredire dello studente, in ogni aspetto della sua
vita, accrescendo il livello di energia nei corpi dello studente stesso. Naturalmente per ottenere questo occorre che Reiju sia abbinato alla pratica
quotidiana
di Reiki.
Nell’approccio Giapponese alla pratica Reiki, gli studenti usavano riunirsi
ogni settimana per praticare. Alla fine della riunione, durante la
meditazione, l’insegnante usava dare Reiju ad ogni studente, come un
mezzo per promuovere un ulteriore passo avanti sul sentiero Reiki.
Si dice che Reiju fosse anche usato per "armonizzare" (per usare un termine
occidentale) gli studenti a livelli più alti
Dare (dal lato dell’insegnante) e ricevere (dal lato dello studente) le
attivazioni Reiju, tutte le settimane, o persino giornalmente, è una ottima
opportunità per sviluppare l’intuizione e la sensibilità verso l’energia, e
soprattutto, per permettere di fare piccoli, ma importanti, passi verso
Satori, l’Illuminazione.
Vedi anche
:
Note su Reju
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Usui Reiju
Traduzione di Beppe Tornar