Il Libro di Tomita  del 1933
Informazioni relative agli insegnamenti di Tomita Kaiji,
 studente di Usui Mikao
International House of Reiki  di
 Bronwen e Frans Stiene  (www.Reiki.net.au )

Kaiji Tomita era uno studente di Mikao Usui. Nel 1933 egli scrisse un libro, intitolato "Reiki To Jinjutsu  -Tomita Ryû Teate Ryôhô" (Reiki e Lavoro Umanitario -Guarigione con le mani di Tomita Ryu).
Il libro è stato ripubblicato, nel 1999, con l’ausilio di Toshitaka Mochizuki.
In questo libro erano inclusi studi di alcuni casi, la tecnica hatsurei ho (che comprende l’uso di waka) e posizioni delle mani per specifiche malattie.
Il libro ha alcune belle foto, con persone che praticano Reiki su clienti sdraiati, o seduti in posizione seiza.
Il nome della sua scuola era Teate Ryoho kai ed esso veniva insegnato in 4 livelli: shoden, chuden, okuden, e kaiden
Insieme al sistema Reiki venivano sempre usate tecniche, di un tipo o di un altro. Hatsurei-ho è una delle primissime tecniche
. Più sotto, vi è una traduzione di questa tecnica, tratta da quel libro, che è molto più semplice di quanto praticato oggi  in Giappone ed in Occidente. (Il canto dei waka, poesie scritte dell’Imperatore Meiji, non viene praticato nella forma moderna di hatsurei ho, in Occidente)

                                                                                                                                  

Prima sedersi e cercare di concentrare (unificare) la mente ed il corpo. Scegliere un luogo tranquillo o un posto comodo dove potersi rilassare. Nel testo sono incluse 2 differenti letture della parola seiza. Una significa stare seduto fermo ed è la prima parte della tecnica, l’altra si riferisce all’azione fisica del sedersi in seiza.

Seiza (In Giapponese, letteralmente, "stare seduto fermo")
Sedere in posizione seiza e fare gasshô, con l’obbiettivo di raccogliere/concentrare l’energia, dal cuore, nei palmi delle mani. Tenere le mani unite, senza usare forza dalle braccia o dalle spalle. Lasciar cadere le spalle e stringere le mani, unendo leggermente le dita e sentire l’allineamento della postura. Chiudere gli occhi.


Jôshin (Metodo di purificazione della mente)
Lo scopo di Jôshin-hô e quello di unificare e purificare la mente. Una volta seduti aretti, recitare (a mente) alcune poesie waka e sentirsi un tutt’uno con il loro significato.
Quelli che seguono sono esempi di waka che si possono usare per Jôshin hô
ikanaran goto ni ahite mo tayumanu ha
wagashiki shima no yama to damashii
asami dori sumi watari taru o hosora no
hiroki wo wo no ga kokoro tomo gana

Hatsurei
Se si sono seguiti i passi precedenti e si è rimasti focalizzati sui palmi delle mani, queste cominciano a scaldarsi. Questo è ciò che (Tomita ryû) chiama reiha ?? (onda di rei). Questo termine descrive la sensazione di formicolio, che è paragonabile ad una corrente elettrica. Il calore creato e l’onda di rei sono ciò che costituisce l’energia spirituale. Anche se dapprima le sensazioni sono deboli, esse dovrebbero diventare più forti quanto più ci si concentra.
Programma di
5 giorni
Ripetere i suddetti passi per 5 giorni consecutivi  e concentrarsi per almeno 30 minuti (aumentando progressivamente fino a raggiungere un’ora)

 

Tradotto da : Beppe Tornar e Marina Anna Fellner