La fontana
C'e' una fontana, lungo un sentiero di montagna, in mezzo ad una
radura circondata da alberi e proprio prima di una ripida salita.
Da quella fontana l'acqua scorre incessantemente, di giorno e di notte.
Quella fontana e' felice di essere lì, e di fare il suo lavoro di fontana e di lasciare scorre attraverso sé l'acqua, incessantemente, sia di giorno che di notte.
Spesso, l'acqua di quella fontana viene usata dai pastori, che fanno abbeverare le loro bestie prima che salgano verso i pascoli più alti, all'inizio della bella stagione, quando tutto rifiorisce.
E, mentre le bestie riposano, anche i pastori ne approfittano per sedersi, riposarsi e rinfrescarsi con le acque della fontana, che e' felice di aiutarli, nel loro lavoro.
Alle volte, invece, sono uomini e donne che hanno deciso di scalare la montagna che si avvicinano a lei.
Uomini e donne che hanno deciso di sfidare se stessi e i loro limiti, risalendo il sentiero.
Questi riempiono le loro borracce, prima di affrontare la ripida salita, per portare con loro, nel passo più faticoso, un po' del ristoro che l'acqua della fontana può dare... e prima di ripartire si sciacquano il viso e la fontana e' felice di vedere rispecchiati in lei i loro visi, stanchi e soddisfatti del cammino intrapreso fin li.
Quando non c'e' nessuno la fontana chiacchiera con gli alberi della radura, e si fa raccontare le loro storie.
Quelle che gli alberi stessi hanno imparato o quelle che hanno ascoltato dagli uccelli del bosco, quando vengono a riposare tra i loro rami.
La fontana lo sa che questi racconti migliorano la qualità della sua acqua.
Ed e' felice.
Una notte alla fontana e' venuto anche un assassino, per lavare il coltello con cui aveva ucciso un altro essere.
La fontana in quell'attimo divenne triste, sentì il suo cuore stringersi nel dolore, per la vita spezzata da quel coltello che le sue acque stavano lavando.
Ma la fontana sapeva che non era lì per giudicare, che era lì solo per lasciare scorrere l'acqua attraverso di sé.
Allora si fece fredda quanto più poté, perché l'assassino sentisse sulle sue mani tutto il ghiaccio che già albergava nel suo cuore.
Ma lasciò che lui lavasse il suo coltello e le sue mani, sapendo che mai nessuna fontana avrebbe comunque potuto lavare il suo cuore.
E lasciò che l'assassino andasse via, ripulendo poi con lacrime di rugiada il sangue che era andato a rapprendersi sul suo fondo.
La fontana può essere felice, chiacchierare con gli alberi oppure piangere... ma e' sempre lì per far scorrere l'acqua, farla passare senza giudicare, senza intervenire... restando semplicemente lì dove deve stare....
Così sono io con il Reiki..., sono fontana e allo stesso tempo acqua, che scorre, fa quello che deve fare e poi va via....
Donatella