tratto da: "Impronte - scritti con i piedi"
Per salire una scala si cominci con l´alzare quella parte del corpo
posta a destra in basso,avvolta quasi sempre nel cuoio o nella
pelle scamosciata e che, salvo eccezioni, e´della misura dello scalino.
Posta sul primo scalino la suddetta parte,che per brevità chiameremo
piede, si tira su la parte corrispondente sinistra (anch' essa detta piede,
ma da non confondersi con il piede menzionato)e, portandola all'altezza
del piede, la si fa proseguire fino a poggiarla sul secondo scalino,sul quale,
grazie a detto movimento, riposerà il piede mentre sul primo riposerà il piede.
(I primi scalini sono sempre i più´ardui, fino a quando non si sarà acquisito
il
coordinamento richiesto. Il fatto che coincidano, nel nome, il piede
il
piede, rende difficoltosa la spiegazione. Fare attenzione a non alzare
contemporaneamente il piede e il piede).
Giunti con questo procedimento sul secondo scalino,basta ripetere,
a tempi alterni i suddetti movimenti fino a trovarsi in cima alla
scala........
Julio Cortázar
Socrate, che era levato a sedere sul letto, piegò a sé la
gamba e si diede a
stropicciarsi il piede fortemente con la mano e così, stropicciandolo,
"Che strana
cosa -disse- o amici, sembra essere questo che gli uomini
chiamano piacere.
E che meravigliosa natura è la sua in relazione a quello che sembra il suo
contrario:
il dolore!
Ché tutti e due non vogliano trovarsi insieme nell' uomo ma poi,se
taluno insegua l' un di essi e lo prenda, ecco che costui, in certo modo, si
trova costretto sempre a prendere anche l'altro, come se fossero attaccati ad
un unico capo pur essendo due. Ché mentre prima, sotto il peso della catena,
c' era nel mio piede il dolore, ecco che già sento venir dentro il
piacere".
Platone
