Il percorso di Choku Rei

Solo per oggi:
non ti arrabbiare
non ti preoccupare.
Sii umile.
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tuo lavoro.
Sii compassionevole verso te stesso
e gli altri.

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- I fili di interconnessione...-
(Esempi dell’uso dei termini 'Choku Rei', 'Dai Ko Myo'
e 'Reiki' nelle "Nuove Religioni Giapponesi")

Copyright © 2005 James Deacon  

www.aetw.org/Reiki_symbolsP_links.htm
tradotto e pubblicato con l'autorizzazione dell'Autore

Il jumon del primo simbolo Reiki - Chokurei - quando scritto in un particolare set di kanji, può essere tradotto " spirito/i diretto/i".
Takata-Sensei ha tradotto Choku Rei come "metti qui il potere [spirituale]" e vi è anche la possibilità che il simbolo sia una stilizzazione calligrafica dello stesso carattere kanji  "choku"che ha molti significati, FRa cui: diretto, in persona, improvvisamente, vicino.
Nelle mie ricerche avevo scoperto riferimenti al termine choku rei negli scritti di Masahisa Goi, fondatore del gruppo religioso Byakkõ Shinkõkai.
Goi afferma: "All’inizio, il Grande Dio prese il Suo corpo, la Sua luce, e lo divise in vari raggi di luce. Egli poi diede la funzione a 7 raggi di luce di operare come sorgente di potere per gli esseri umani. Questi 7 raggi di origine, che io chiamo Chokurei (spiriti diretti da Dio), sono l’immagine di Dio che lavora in questo mondo dell’umanità..."

Poiché questa è stata la prima volta, che io abbia scoperto, in cui il termine chokurei è stato usato in un senso spirituale al di fuori di Reiki, ovviamente ho deciso di fare ulteriori ricerche su Goi ed il suo gruppo. Poteva essere che egli fosse stato un contemporaneo di Usui-sensei? O, forse, persino uno studente? Comunque, a quanto è risultato, Masahisa Goi aveva soltanto dieci anni, quando Usui-Sensei morì  ed il Byakkõ Shinkõkai non  si era formato fino al 1955.
Ma poteva esserci ancora una qualche connessione con Usui-Sensei e Reiki?  Sembra che Goi, che era nato a Tokyo, sia stato malaticcio dalla nascita. Verso i vent’anni, aveva completamente abbandonato la medicina ortodossa "occidentale" e si era rivolto a pratiche spirituali come fonte di benefìci terapeutici. Sfortunatamente, finora, non ho ancora scoperto nulla che suggerisca che Reiki, in modo specifico, sia stato tra le pratiche che aveva incontrato in questo periodo. Successivamente, Goi cominciò a studiare - e ne fu fortemente influenzato - gli scritti di Mokichi Okada. Col tempo, essendo stato curato con le pratiche spirituali di Okada, Goi cominciò ad allargare i suoi contatti con praticanti spirituali e religiosi del tempo, e cominciò a promuovere attivamente le proprie teorie e pratiche di guarigione che lo portarono, infine, a fondare il suddetto Byakkõ Shinkõkai.
Anche se non riuscivo a scoprire alcuna chiara, diretta connessione tra Masahisa Goi e Reiki, quello che stava diventando chiaro, dalle mie ricerche, era il fatto che vi era una serie di complessi fili di interconnessione, che collegavano molte e varie organizzazioni spirituali, gruppi di guarigione e "nuove religioni Giapponesi moderne".
                                                               * * *
Il "Rotolo di luce"
Mokichi Okada, attraverso le cui pratiche Masahisa Goi era stato riportato in salute, era il fondatore del gruppo religioso Sekai Kyusei kyo (Chiesa della Messianità del mondo) - in seguito,  noto anche come Shumei) - e originatore della pratica di guarigione chiamata Johrei (che alcuni hanno cercato di collegare, direttamente o indirettamente, a Reiki).
Nella religione Shumei di Okada, il punto focale, centrale per la preghiera, è qualcosa a cui ci si riferisce come  a "Rotolo di Luce". Visto come una connessione diretta con la Divinità, il rotolo si crede promuova pace, protezione, equilibrio  e rettitudine. Vi sono un paio di versioni del "Rotolo di Luce" e  l’una o l’altra versione è appesa in ogni "chiesa" Shumei.
La prima versione porta tre caratteri kanji (che significano la "Grande Luce Santa di Compassione"),
l’altra versione
ha gli stessi tre kanji, più due altri kanji (che significano la "Vera Divinità").
La versione con tre kanji, del "Rotolo di Luce", è appesa nel reliquario del santuario Shumei, sull’isola di Kishima.
Come si può vedere dalla foto qui sotto, l’iscrizione kanji riportata sul "Rotolo di Luce" - questo punto focale per la preghiera, questa diretta connessione con la Divinità - è Dai Ko Myo.


Fotografia dovuta alla cortesia del
Quartier-generale Shumei

Omoto Kyo
Il fondatore dello Shumei, Mokichi Okada, era stato membro di uno degli influenti gruppi Spirituali del Giappone moderno - Omoto Kyo - che era stato fondato, ai primi del 1800, da una idealista chiamata Nao Deguichi.  Con il tempo Nao, e poi  suo genero, Onisaboro Deguchi, sviluppò il sistema di credenze Omoto Kyo (derivante da svariati elementi che avevano la loro origine all’interno dello Shinto popolare, del  Buddhismo e della Cristianità), fino a farlo diventare una delle (se non la) più importanti di tutte le "nuove religioni Giapponesi". 
Molte delle altre, successive, "nuove religioni" e degli altri gruppi spirituali e di guarigione furono evoluzioni dell’ Omoto Kyo - e molte di più, anche se in realtà non avevano Omoto Kyo come origine, furono largamente influenzate dalle credenze e pratiche Omoto Kyo.
Non c’è bisogno di dire che le pratiche di guarigione di Okada erano state largamente influenzate dal suo background Omoto Kyo.
Egli era stato, in effetti, un insegnante del ramo di Tokyo della Omoto Kyo e, come tale, aveva esperienza nella esecuzione della cerimonia di guarigione religiosa primaria della Omoto Kyo, il miteshiro, nella quale lo strumento rituale veniva passato lentamente sopra ed intorno al corpo del "paziente" per scacciare spiriti possessivi, malattie e sfortune, con l’aiuto dello "Spirito Divino"- a cui, come ci dice l’antropologo Winston Davis  [in "DOJO: Magia ed esorcismo nel Giappone moderno"]  Omoto Kyo si riferisce come: "...shinki o Reiki..." (ho  pensato:" interessante!" ). Sfortunatamente Davis non approfondisce questo  aspetto.
                                                           * * *
Nao hi
Recentemente, nelle stesse sezioni della Comunità Reiki, vi sono stati discorsi riguardo un jumon alternativo, per il primo simbolo Reiki, e che esso avrebbe una  forma Shinto "segreta", pronunciata: nao hi.
Facendo ricerche su questo termine, ho scoperto che il termine nao hi è usato anche dagli Omoto Kyo e che, nella loro filosofia, viene usato in un modo quasi identico all’ uso successivo, di  Goi, di chokurei. 
Nella filosofia Omoto Kyo, nao hi (che, proprio come chokurei, si traduce "spirito diretto") è "... come il più semplice, puro, aspetto più interiore dello spirito umano, che incorpora il bene supremo e l’estrema bellezza,."

Comunque, si scopre che Omoto Kyo usava anche il termine stesso chokurei - avevano persino prodotto una rivista: Chokurei-gun ("Esercito dello Spirito Diretto"), pubblicata per la prima volta nel 1909.
Così sembrerebbe che Omoto Kyo, tramite gli insegnamenti di Mokichi Okada  sia stata, quasi certamente, la fonte del concetto di chokurei di Masahisa Goi. E, mentre vi sono alcuni nella Comunità Reiki che (senza offrire alcuna evidenza di supporto) vorrebbero farci credere che chokurei è un jumon/simbolo della principale corrente Buddhista - vorrebbero farci credere che Usui-Sensei "prese in prestito" chokurei dal Buddhismo Tendai, (una fonte asserisce persino una [non comprovata] associazione con la divinità Buddhista Daiseishi) - sembrerebbe che, invece di essere un concetto Buddhista, il termine chokurei potrebbe ben essere un qualcosa di esclusivo delle "nuove religioni" Giapponesi - forse originato all’interno della filosofia Omoto Kyo.