TUTTO
RIGUARDO REIJU
(vedi anche Qui )
Suggerimenti pratici per praticanti Reiki
di
Bronwen e Frans Stiene
International House of Reiki
- (www.Reiki.net.au)
All’interno del sistema Reiki vi sono cinque elementi principali che un
praticante Reiki imparerà, praticherà e sperimenterà. Essi sono posizioni
delle mani, meditazioni e tecniche, i cinque principi, simboli e mantras, e
l’argomento di questo articolo - reiju. Ognuno di questi elementi
lavora con gli altri per creare un intero sistema per lo sviluppo spirituale e
la guarigione che è unico.
Definizione di Reiju: Benedizione Spirituale
In Giappone, reiju è il nome dato al metodo che un insegnante usa per
comunicare con i singoli studenti a livello energetico.
Durante il processo di trasferimento dal Giappone all’Occidente, reiju ha
cambiato un certo numero di aspetti, compreso il suo nome. In Occidente la sua
forma modificata è conosciuta normalmente come armonizzazione, iniziazione o
trasformazione.
Comunicare Energeticamente
Insegnare, ed essere insegnati, è tutto basato sulla comunicazione. In un
seminario Reiki, gli studenti non solo studieranno i cinque principali
elementi del sistema Reiki. Impareranno anche a conoscere la storia del
sistema, cosa è Reiki (e forse non è), e provare Reiki personalmente.
I metodi per aiutare ad imparare sono: ascoltare quello che
l’insegnante sa, leggere il manuale, praticare le tecniche che
vengono insegnate, ed afferrare le cose ed elaborarle
energeticamente.
La comunicazione energetica avviene in tutta la nostra vita quotidiana. Un
insegnante con esperienza sarà consapevole di questo fenomeno, lavorando con
esso in modo conscio durante il corso. Ueshiba Morihei, un mistico
Giapponese dei primi del 1900 e fondatore dello aikidô, ebbe una volta
uno studente che gli fece questa domanda: "Sensei, perché quando pratico con
te nel dôjô (NdT, scuola di arti marziali) il mio lavoro è così
semplice, eppure, quando pratico a casa da solo non posso mai raggiungere gli
stessi alti livelli di eccellenza?
" Ueshiba rispose: "Perché in questo dôjô tu sei un Tutt’uno con me ed io sono
un Tutt’uno con te."
In apparente riconoscimento di questo fenomeno, Usui Mikao, il fondatore del
sistema Reiki, formulò il concetto di reiju: un metodo per sviluppare
la connettività energetica tra studente ed insegnante, tramite il
trasferimento di essa nel campo del conscio e l’accrescimento basato su di
essa.
Reiju è perciò una comunicazione energetica concentrata tra studente ed
insegnante. Studente ed insegnante sono in comunione l’uno con l’altro ed in
momenti di vera connessione, con il supporto di reiju, diventano
energeticamente Uno.
E’ un potente strumento per insegnanti Reiki, che li supporta nello sviluppo
delle loro abilità e per lavorare nel replicare l’abilità di praticanti quali
Ueshiba o Usui.
Rendere efficace Reiju per Insegnante e Studente
Affinché reiju sia realmente efficace, vi è bisogno di una partecipazione
attiva al rituale sia da parte dell’insegnante che dello studente. Lo studente
potrebbe pensare -Io devo solo essere qui e l’insegnante farà accadere il
tutto.
L’insegnante potrebbe pensare -Io devo solo eseguire il rituale e qualcosa
accadrà.
Tali pensieri di insegnante e studente non conducono alla comunicazione
energetica ottimale.
La responsabilità dello studente è verso se stesso; essere quanto più aperto
possibile, per accedere alla guarigione ed alla più profonda comprensione che
la pratica energetica può fornire. C’è bisogno che vi sia volontà ed apertura
verso l’auto-guarigione, invece che aspettare che altri compiano la
guarigione. Questo approccio motivato apre gli studenti alla possibilità di
una completa comunicazione con l’insegnante. E’ quando due consapevolezze
condividono la stessa esperienza. Più gli studenti sono sviluppati
energeticamente, più diventeranno consapevoli e consci. Ricevere reiju
regolarmente è un ottimo metodo per continuare questo sviluppo.
La responsabilità dell’insegnante è eseguire il reiju efficacemente. Ciò
richiede auto- responsabilità. Gli insegnanti hanno bisogno di sviluppare le
proprie capacità e di rinforzare Reiki (energia spirituale) nelle loro vite,
prima di poter supportare altri nel processo. Ciò viene raggiunto muovendosi
gradualmente attraverso i livelli del sistema Reiki ed integrando pienamente,
ad ogni passo, gli insegnamenti con la continua pratica personale. Altrimenti,
l’esecuzione del reiju è superficiale; un guscio esteriore senza alcun centro.
Un reiju "vuoto" può innescare la consapevolezza di uno studente che l’energia
"esiste" ma non può facilitare uno studente a raggiungere un elevato livello
di conoscenza e consapevolezza. Non siate indotti a pensare erroneamente che,
poiché lo studente ha provato qualcosa, allora un rituale fisico, senza anima,
sta "funzionando". Sprimacciare il campo energetico dello studente può
fuorviare sia l’insegnante che lo studente - facendo loro credere che qualcosa
è accaduto - ma questa sensazione è, di fatto, semplicemente una
consapevolezza che l’energia è stata smossa.
Esperienza iniziale = Iniziazione
Durante il reiju gli studenti possono fare l’esperienza di sentirsi tutt’Uno
con l’universo; che l’universo è loro e loro sono l’universo. O, forse, vi è
una completa sensazione di profonda pace interiore. Questo tipo di esperienza
dello studente non è insolita, durante reiju, e di solito è temporanea e non
permanente. Può essere etichettata come una esperienza iniziale. Questa
esperienza iniziale è un punto di riferimento per il lavoro Reiki interiore
dello studente. Essa può offrire agli studenti una visione di dove li può
condurre una solida pratica con gli elementi di Reiki. Questa è la carota
metafisica che oscilla di fronte al somarello umano.
Le parole "iniziale" ed "iniziazione" provengono entrambe dalla stessa parola
Latina che significa "cominciare". Per questa ragione è possibile vedere come
la parola reiju può essere tradotta in Inglese come "initiation" (In Italiano=
iniziazione).
Con lo studente che è in grado di
ricordare, in ogni momento, l’esperienza passeggera avuta con reiju, si crea
un punto di partenza per cominciare; un punto dove gli studenti possono
elaborare ciò che hanno compreso fino a quel momento e scoprire il percorso da
seguire.
La Magia di Reiju
Reiju non è un atto magico; esso richiede una chiara profondità di
comprensione e di lavoro interiore. Se fosse stato semplicemente una magia,
Usui avrebbe fatto questa magia a destra, a sinistra ed al centro, e non
avrebbe avuto, tra i suoi 2000 studenti Shoden (Livello I) solo 70 studenti
Okuden (Livello II) e circa 20 studenti Shinpiden (Livello III), come scritto
sulla sua lapide memoriale. Egli li avrebbe "fulminati" tutti e molti altri
ancora. Se tramite l’esecuzione di reiju uno studente dovesse diventare
illuminato magicamente, gli venisse "aperto" un centro energetico, o
"ricevesse" un livello particolare di Reiki (queste sono solo alcune delle
affermazioni fatte a proposito delle armonizzazioni dei tempi moderni), allora
perchè la Usui Reiki Ryôhô Gakkai pratica reiju ad ogni singolo incontro tra
studente ed insegnante? E’ perché la magia non è la risposta ma lo è, invece,
l’impegno alla pratica personale, sia dello studente che dell’insegnante.
In un libro Giapponese pubblicato recentemente sulla vita di Eguchi
Toshihiro (Eguchi era un ben noto guaritore, ed uno studente ed amico di
Usui) chiamato "Tenohira-ga Byoki-o Naosu! (Cura la tua malattia con i
tuoi palmi), si racconta che Eguchi eseguiva un tipo di reiju chiamato
kosho michibiki. Il libro riporta che Eguchi diceva che tutti possono
praticare la guarigione con le mani una volta che ciò è stato attivato. Il
modo per attivarlo è fare gasshô e meditare e poi qualcuno con un potere più
forte si collega con te.
Questa è una buona descrizione di reiju. Questo "potere più forte" è
l’insegnate che ha praticato le tecniche e le meditazioni e reiju per un lungo
periodo, che sa come connettersi strettamente con l’energia e con gli altri.
Quando questo insegnante entra nel campo energetico di uno studente, con
l’intento di diventare un tutt’Uno con quello studente, allora può avvenire
una benedizione spirituale.
Il Rituale
Si crede che Usui Mikao sedesse di fronte allo studente, creasse uno spazio
energetico ed il reiju avveniva. Non vi era associato alcun rituale fisico.
Probabilmente, Usui era in grado di fare questo grazie alla sua vita, che
aveva consapevolmente incentrato sul focalizzarsi sul continuo sviluppo
spirituale.
Anche Eguchi era noto per lavorare in questo modo.
La Professoressa J. Rabinovitch scrive della sua insegnante: "Miss
Endo [una studentessa di Eguchi] (che aveva allora, nel 1994, circa 97
anni) … mi iniziò senza che io lo sapessi, semplicemente mettendo le mie mani
sotto le sue (non avevo idea per quale scopo, allora) per un tempo abbastanza
lungo e poi dicendomi solo di "continuare a praticare", e dicendo che le mie
mani erano molto buone."
Un reiju con movimenti fisici veniva usato da alcuni degli studenti-insegnanti
di Usui. Questo metodo ha una diretta derivazione nel reiju che viene
insegnato oggi. Non è sicuro se, in realtà, Usui insegnasse il rituale fisico
per reiju, o se gli studenti stessi lo abbiano introdotto in un tentativo di
replicare la loro esperienza energetica con Usui.
Secondo praticanti Tendai, vi è un forte collegamento tra l’esecuzione della
pratica chiamata go shimbô ed il rituale fisico di reiju. Go shimbô
viene praticato nel Mikkyô (Tendai esoterico) ed è conosciuto come ‘Dharma
per proteggere il corpo’.
Durante questo reiju fisico, lo studente siede in meditazione, mentre
l’insegnante esegue un preciso schema di movimenti intorno a lui o lei.
Per quanto riguarda il reiju non fisico, non vengono usati né simboli né
mantras ed il reiju non "armonizza" lo studente ai simboli, come a volte viene
creduto in Occidente. Inoltre, non vi è alcuna differenza, nel reiju, per i
vari livelli, come si è invece sviluppato per le armonizzazioni Occidentali.
Ciò è perché ogni reiju supporta lo studente per ripulire l’energia stagnante
e ad approfondire la comprensione del lavoro energetico. Perciò, più spesso si
riceve reiju, più profondamente si può entrare nel sistema Reiki.
E’ la capacità dello studente a sentire più energia, che crea le differenze
percepite, non il reiju di per sé.
L’uso di un rituale fisico aiutava gli studenti-insegnanti di Usui ad essere
in grado di ricreare lo spazio energetico che Usui manifestava. Spesso, un
collegamento fisico ci può aiutare a trovare il nostro modo ed a permetterci
di focalizzare chiaramente la nostra intenzione. Esso non esclude il requisito
che la persona lavori su se stesso -infatti, è un incoraggiamento verso quel
obbiettivo costante. Rituale è struttura, e la struttura ci dà un qualcosa a
cui sostenerci quando sentiamo che non abbiamo la capacità di svolgere quel
compito da soli. Dopo molti anni di intenso lavoro personale, quando la
fiducia è cresciuta ed il rituale e la sua pratica energetica diventano una
seconda natura, vi è un altro passo che deve fare l’insegnante - eliminare il
rituale.
Lasciare andare
E’ facile innamorarsi di un rituale, o dell’idea di un rituale, e lasciare che
esso guidi l’intero processo. L’incapacità di lavorare senza rituale è puro
attaccamento e l’attaccamento ci distrae dal lavoro interiore. E’ sbagliato
investire reiju di più "potenza" di quanta ne contenga in realtà.
Aggrappandosi alla fisicità di reiju, la completa Unità potrebbe non avvenire
mai, poiché il rituale si potrebbe venire a frapporre tra l’insegnante e
questa realizzazione.
Quando una persona comincia, coscientemente, ad eliminare il rituale dalla
propria vita, questa azione ha una risonanza in tutti gli aspetti
dell’esistenza, aprendo porte che non si erano viste e sentite prima. Ma, fare
ciò prematuramente è come saltare giù dal treno prima di arrivare alla
stazione; l’insegnante resterà confuso, insicuro e senza poter andare da
nessuna parte.
La Benedizione Spirituale
Durante reiju non si riceve nulla.
Reiju offre, a studenti ed insegnanti, l’opportunità di risvegliarsi a ciò che
già esiste dentro, in profondità. E’ sviluppare qualità che sono già presenti,
scoprirle, non crearle.
La Benedizione Spirituale di reiju siete, infatti, Voi. Voi siete la forza
della natura, la bellezza dell’innocenza e la saggezza dei tempi. E’ vostra
esclusiva responsabilità non solo conoscere ciò, ma essere ciò.
Attraverso la originalità del sistema di Reiki, tutto è possibile.
Glossario
Dôjô -Luogo di pratica
Eguchi Toshihiro -Ben noto guaritore con le mani dei primi del
1900, che era amico di Usui Mikao e suo studente
Kosho Michibiki -"Guida illuminante", una forma di reiju usata
da Eguchi
Reiki -Energia Spirituale
Reiki, il sistema -Il sistema creato da Usui Mikao che utilizza
Reiki
Sensei -Maestro
Tendai -Forma Giapponese di Buddhismo
Ueshiba Morihei -Fondatore dell’ aikidô che visse al tempo di
Usui Mikao
Usui Mikao -Fondatore del sistema Reiki
Usui Reiki Ryôhô Gakkai -Società per il Metodo di Usui per la
Guarigione con l’Energia Spirituale, che afferma che Usui Mikao sia stato il
suo primo presidente, ed esiste ancora oggi in Giappone.
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Tradotto da Beppe Tornar e Marina Anna Fellner