"LEVATI DI MEZZO!"
"Get out of the way!" di Taggart King

©
Taggart King November 2005

http://www.Reiki-evolution.co.uk 

 

In questo articolo (breve, per rimediare al fatto che gli ultimi due articoli erano troppo lunghi!) voglio parlare del modo migliore per lavorare su altre persone, sia che si tratti di  fare trattamenti di persona oppure trattamenti a distanza. Voglio parlare dello stato della mente e della nostra intenzione, quando canalizziamo l’energia
La prima cosa da dire è che noi siamo solo un canale di energia, non la fonte dell’energia.

Questa sembra una cosa ovvia da dire ma dobbiamo ricordarci che non siamo dei guaritori. Noi non guariamo. Noi non abbiamo quel potere. Ciò che facciamo, quando trattiamo qualcuno, è creare uno "spazio di guarigione" che il ricevente può usare per portarsi in uno stato di equilibrio. I riceventi sono responsabili della propria guarigione, di quello che sperimentano o non sperimentano; essi sono responsabili di come reagiscono al trattamento. Loro guariscono se stessi. Noi siamo solo dei necessari spettatori del processo: noi non diamo ordini all’energia e non ne determiniamo il risultato.
Così non mi piace tanto il titolo  di "Guaritore Reiki " perché suggerisce che i praticanti Reiki abbiano il potere di guarire; ma essi non lo hanno. Non penso che il titolo " Necessario Spettatore Reiki " prenderebbe piede, così preferisco usare il titolo "Praticante Reiki ". Esso descrive ciò che facciamo: pratichiamo Reiki e non implica che abbiamo il potere di guarire altri.

Questo articolo è intitolato "Levati di mezzo" poiché credo che questa sia la cosa migliore che possiamo fare, quando trattiamo qualcuno o mandiamo a distanza. Noi non siamo la fonte della guarnigione; non siamo la fonte dell’energia, così non abbiamo bisogno di stare  lì a dare ordini ed a controllare. Possiamo stare al fianco e, se facciamo così, l’energia può scorrere  forte e pura, senza interferenze da parte nostra.
Quando trattiamo qualcuno, non stiamo "facendo il tifo"  per un particolare risultato finale: noi non diamo Reiki per mandar via il mal di testa o di schiena da qualcuno, o per risolvere problemi di cistifellea, anche se, naturalmente, queste cose possono essere il risultato della canalizzazione di Reiki. Il risultato finale non è nelle nostre mani ed il focalizzarsi molto su uno scopo particolare per il trattamento non è una cosa utile.

Reiki non sarà controllato da noi in termini di risultati finali ed i tentativi di controllare l’energia in questo modo mettono solo delle barriere, che impediscono all’energia di fare ciò che deve fare. Come il dilettante ben intenzionato che si mette di mezzo ed impedisce al professionista di fare il suo lavoro correttamente, i nostri tentativi di focalizzare l’energia per produrre un particolare risultato ostacoleranno il processo del ricevente.
Così, la nostra intenzione quando trattiamo qualcuno, di persona o a distanza, è che l’energia faccia quello che è appropriato per il ricevente. Noi dovremmo essere neutrali, distaccati  e non ci dovremmo focalizzare sul risultato. Idealmente, dovremmo cullarci in un gentile stato meditativo, quando trattiamo qualcuno, di persona o a distanza, e questo può essere ottenuto meglio "scomparendo" nell’energia, sentendo che ci stiamo unendo o diventando una cosa sola con l’energia. Noi ci uniamo con l’energia e ci uniamo con il ricevente, noi siamo vuoti.
Facciamo non facendo!
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Anche se a qualcuno viene insegnato che, quando si fa un trattamento Reiki, va bene parlare e chiacchierare con la gente, o con gli  astanti, fare ciò non è né professionale né conduce a trattamenti efficaci. Se siamo distratti, allora l’energia scorre meno forte. Così, se vogliamo fare il meglio per i nostri clienti, allora dobbiamo stare tranquilli  ed incoraggiare anche il cliente a stare tranquillo. Potete fare un esperimento voi stessi, se volete, per provare a voi stessi che la distrazione diminuisce la forza del vostro Reiki. Potete fare questa prova  durante uno scambio di Reiki, per esempio: Iniziate con il posare le mani sulle spalle di qualcuno e lasciate che l’energia scorra per un po’. Poi, iniziate  volontariamente una conversazione con qualcuno che vi siede vicino, distogliete l’attenzione dal ricevente ed entrate nel pieno della conversazione. Fate questo per qualche minuto. Poi riportate la vostra attenzione sul ricevente, state fermi e tranquilli, e lasciate che l’energia scorra. Come è cambiata l’esperienza dell' energia, da parte del ricevente?

Ora, noi non dobbiamo essere in uno stato meditativo perfetto per essere un efficiente canale Reiki, ma il promuovere una mente ferma e vuota aiuta certamente. Siamo tutti esseri umani ed è perfettamente normale che pensieri non voluti ci appaiano in mente ma noi non dovremmo fare loro attenzione. Se facciamo attenzione a pensieri non voluti e cerchiamo di mandarli via, allora abbiamo due serie di pensieri: quelli che non volevamo ed i nuovi, riguardo la necessità di sbarazzarci dei primi. Abbiamo peggiorato le cose!
L’approccio migliore per i  pensieri non voluti, allora, è permettere loro di fluttuare come nubi: non prestate loro attenzione, non bloccatevi su di loro. Essi se ne andranno. Ne potranno venire degli altri, ma non prestate attenzione neanche a loro. Col tempo, scoprirete che la vostra mente indaffarata comincia ad acquietarsi ed alcuni dei vostri trattamenti diventeranno delle bellissime meditazioni, con la vostra mente che si vuota di pensieri e resta vuota. Alcuni trattamenti non saranno come questo, naturalmente, ma noi non abbiamo bisogno essere perfetti. Noi possiamo, con il tempo, favorire uno stato più meditativo, muoverci nella giusta direzione  e senza preoccuparci troppo di situazioni particolari in cui la nostra mente non domata continua a parlarci. Questi sono lavori in corso!
Così, Reiki è semplice: voi svuotate la vostra testa, vi unite con l’energia, non dirigete, non

controllate, non cercate; vi svuotate e vi unite al ricevente, state lì accanto per permettere all’energia di fare quello che deve fare senza interferenze da parte nostra.

                                                                                                                                                           Traduzione di Beppe Tornar