'Energia'  di  Beppe Tornar

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Sii onesto nel tuo lavoro.
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Siamo soliti usare la parola energia sia per indicare aspetti fisici che riferendoci a stati emotivi: energia elettrica, quel bambino è pieno di energia, affrontiamo la situazione con energia…., chi non ha mai detto una frase come questa?
Che cosa è questa energia alla quale ci riferiamo? Possiamo cercarne la definizione su un vocabolario e trovare una spiegazione più o meno comprensibile, oppure possiamo approfondire l’argomento in libri di Fisica e perderci in formule ed in una infinità di descrizioni delle sue possibili manifestazioni.
Questa pagina mira solo a suggerire qualche riflessione, senza pretese di rigore scientifico.
Tutta la realtà, noi compresi, è energia che si muove, opera, muta, sottostando alle leggi della Fisica, e si manifesta nelle forme più svariate.
Immaginare un Universo senza energia è come riuscire a concepire lo zero matematico, cioè un astrazione, un artificio logico.
Poiché tutto è energia, siamo abituati a muoverci in campi energetici e ad interagire con essi, applicando l’una o l’altra delle sue manifestazioni. Nella maggior parte dei casi conosciamo, però, solo il risultato delle azioni (o dei gesti) che compiamo. Se giriamo un interruttore, non pensiamo al moto di un fiume che, precipitando, per gravità, in una condotta fa girare una turbina, eccetera, eccetera.… sappiamo solo che la lampadina si accende e la luce (energia luminosa) rischiara un ambiente. Se facciamo un salto non riflettiamo sul fatto che la massa della terra, infinitamente più grande della nostra, ci attira verso il suo centro e ci riporta al suolo.
Il nostro rapporto quotidiano con l’energia è, quasi totalmente,  inconsapevole.
Ogni essere, o oggetto, è in un qualche rapporto energetico con ogni altro, nessuno escluso.
Per esempio, quando sentiamo parlare del problema della deforestazione dell’Amazzonia e dei suoi effetti sul clima, non è così immediato comprendere che ognuno di noi ha un rapporto energetico diretto con ciascuno degli alberi. La presenza o l’assenza di quell’albero ha un’influenza, anche se infinitesimale, sul nostro stato energetico. Nello stesso modo qualsiasi nostra azione e la nostra stessa esistenza influenzano qualsiasi cosa nell’Universo.
Quando diciamo che siamo parte di un Tutto, significa che, per il fatto di esistere, siamo in rapporto energetico con il Tutto e con ogni sua manifestazione e che il Tutto è in rapporto con noi sulla base di precise leggi fisiche.
In conclusione, la domanda non è se abbiamo una influenza, per esempio sul moto del pianeta Plutone, ma quanto lo influenziamo.
Lo stesso si può dire se restringiamo il campo di osservazione a noi stessi.
La nostra unità, o interezza, è in realtà un microcosmo, soggetto alle stesse leggi che governano tutto ciò che è esterno a noi. Ogni cellula, ogni molecola, ogni atomo del nostro corpo, sono in rapporto energetico con ciascun altro, oltre che con tutto l'insieme dell'organismo.
Quanto detto finora attiene al piano della Fisica e delle interazioni fra corpi, ma può essere facilmente esteso, per esempio, ai rapporti interpersonali, dove gli scambi energetici sono meno spiegabili con leggi e formule, ma di cui abbiamo esperienza diretta. Non c’è interazione tra due esseri senza un qualche scambio di energia e, di nuovo, la domanda può essere soltanto:  quanto?
Poiché l’Uomo ha sperimentato da sempre, sia pur inconsapevolmente, di essere immerso nell’energia e di esserne permeato egli  stesso, si è posto da sempre la domanda circa l’esistenza di una Energia Universale, sorgente di questo Tutto con cui ciascun essere vivente - inteso come microcosmo ed espressione  della propria  energia individuale - si rapporta.
In questa ricerca, al di là degli aspetti puramente spirituali (o religiosi) attinenti alla sensibilità di ciascuno, l’Uomo ha sviluppato, adottato e adattato, delle "tecniche" con cui potenziare questa relazione speciale tra l’Universale e l’Individuale, tra l’Energia, infinita ed eterna, e la propria energia che della prima è parte e specchio.